
venerdì 8 giugno 2007
Il tempo scorre lento, così lento che si ha l'impressione che nulla cambi.
Ma un giorno ti guardi allo specchio e i capelli hanno perso lucentenza e lasciano intravedere il cuoio capelluto.
Due occhiaie son ben presenti sul tuo viso e qualche ruga ormai ha preso possesso sulla tua fronte e lungo le gote; é passato il tempo... inesorabilmente.
Non si può più tornare indietro, una volta che l'acqua è passata sotto il ponte, non ripassa.
E se ci guardiamo bene attraverso lo specchio, se guardiamo dentro di noi, bene in profondità, fino alle midolla, fin dove neanche Dio può vedere... ci troviamo diversi.
Siamo diversi...
Non sobbalza più il mio cuore davanti a due occhi azzuri, non temo più che le parole rimangano ferme sulle mie labbra, non temo più hce una donna mi dica di no... ma non per questo io non sappia più amare...
Oggi ti amo, senza più il sobbalzo del cuore e la timidezza della mia gioventù
Oggi ti amo nella certezza che non sono più le mie passioni a gestire i miei sentimenti...
Oggi ti amo senza che gli ormoni impazziti gesticono il mio amare.
oggi ti amo.... e domani
ti amo ancora.
Ma un giorno ti guardi allo specchio e i capelli hanno perso lucentenza e lasciano intravedere il cuoio capelluto.
Due occhiaie son ben presenti sul tuo viso e qualche ruga ormai ha preso possesso sulla tua fronte e lungo le gote; é passato il tempo... inesorabilmente.
Non si può più tornare indietro, una volta che l'acqua è passata sotto il ponte, non ripassa.
E se ci guardiamo bene attraverso lo specchio, se guardiamo dentro di noi, bene in profondità, fino alle midolla, fin dove neanche Dio può vedere... ci troviamo diversi.
Siamo diversi...
Non sobbalza più il mio cuore davanti a due occhi azzuri, non temo più che le parole rimangano ferme sulle mie labbra, non temo più hce una donna mi dica di no... ma non per questo io non sappia più amare...
Oggi ti amo, senza più il sobbalzo del cuore e la timidezza della mia gioventù
Oggi ti amo nella certezza che non sono più le mie passioni a gestire i miei sentimenti...
Oggi ti amo senza che gli ormoni impazziti gesticono il mio amare.
oggi ti amo.... e domani
ti amo ancora.
mercoledì 6 giugno 2007
martedì 5 giugno 2007
ERA UN AUTINNO CALDO
1968
io c’ero.
O forse era il 1969.
Era un autunno freddo.
Con la prima neve
presi l’unico cinque in matematica della mia vita.
Era freddo per le vie di Milano,
lungo il canale.
e nei vicoli di intorno a Porta Romana.
Era freddo
tra i banchi della fiera di Senigaglia.
Eppure qualcuno lo chiamò un autunno caldo.
Io c’ero,
nelle prime titubanti assemblee
nelle vecchie palestre
d’istituti ottocenteschi.
Io c’ero,
nella aula maglia della statale
quando il “movimento studentesco”
emetteva i primi vagiti,
tra i dieci o ventimila in marcia
nelle vie milanesi
gridando “viva Marx, viva Mao, viva Ho Chi Min”.
Io c’ero,
quando si sognava un mondo migliore
quando i nostri sogni
non erano artificiali
e lo spinello non ci apparteneva.
Io c’ero,
quando cercammo di rovesciare il mondo
con fiori e capelli lunghi.
Io c’ero,
quando il prof. distribuiva il sei politico
e c’era gloria per tutti
Io c’ero,
quando la bomba
infranse il futuro,
in un anonima banca milanese.
Nelle fughe
tra i lacrimogeni
dai manganelli della polizia.
Io c’ero,
quando i Beatles cantavano “Yellow submarine”
e l’Equipe 84 ci parlavano di campi nazisti
e per i Nomadi, Dio era morto e poi risorto.
Io c’ero,
cosciente e incosciente insieme.
Cosciente,
nella vita che si apriva
davanti a me,
ad ogni angolo una donna
ed ogni donna un amore
e Battisti ci aiutava ad amare,
ci aiutava a rimorchiare,
quando cantava i nostri amori
e raccontava i nostri umori.
Incosciente,
come lo può essere un adolescente
che scopre la vita
che scopre l’amore
e tutto era bello
e tutto era trasgressivo,
incosciente nell’amore
incosciente nell’essere amato.
Era un autunno freddo.
Io c’ero.
Febbraio 2003
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