venerdì 22 giugno 2007

Spiccioli

Pochi pensieri,
sparsi come centesimi sul comò, cosi come quando ci si svuota le tasche.

Pensieri
liberi o prigionieri di noi stessi.
Siamo liberi pensatori,
o pensatori prigionieri che s'illudono di pensare?

Un volta definirsi "libero pensatore", voleva significare, essere uno che è fuori dagli schemi sociali, dalle correnti di pensieri della massa, dalle ideologie preconfezionate che appartenevano al volgo, al popolo e alla borghesia dei salotti bene.
Una volta essere "liberi pensatori", voleva significare essere di sinistra, comunisti, anarchici, ma principalmente "anticlericale" .

Il libero pensatore, in virtù che era libero di pensare, era libero di vivere a modo suo con le sue regole e suoi principi... cose che potevano cambiare cosi come cambia il libero pensiero, o il pensiero libero..


Comunque come disse Trilussa:


Un Gatto bianco, ch'era presidente der circolo der Lìbbero Pensiero,
sentì che un Gatto nero, libbero pensatore come lui,
je faceva la critica riguardo a la politica
ch'era contraria a li principi sui.

-Giacché nun badi a li fattacci tui,
-ie disse er Gatto bianco inviperito -
rassegnerai le propie dimissione e uscirai da le file der partito:
ché qui la pói pensà libberamente
come te pare a te, ma a condizzione che t'associ a l'idee der presidente
e a le proposte de la commissione!

-è vero, ho torto, ho aggito malamente... - rispose er Gatto nero.
E pe' restà ner Libbero Pensiero da quela vorta nun pensò più gnente.

Comunque semo liberi de pensa come c'è pare, perchè il vero pproblema esser liberi di parlar...

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